Non ci mancava la determinazione. Abbiamo superato molti no e siamo andati avanti a testa bassa convinti che fosse l'occasione buona e la strada giusta da percorrere, nonostante tutto, compreso qualche errore. Come il primo incontro pubblico a Dergano, quando non funzionava il proiettore e ci siamo presentati in evidente ritardo, con i lavori di segnaletica già iniziati a cavallo dell'estate, con la gente che ci urlava addosso furibonda.
Poi è arrivata la prima colorazione. Siamo rimasti subito sbalorditi dalla potenza della colorazione collettiva della piazza e dalla immediata trasformazione dello spazio. E abbiamo avuto modo di osservare in particolare una reazione, tra le tante. I bambini. I bambini correvano come matti, urlavano, e saltavano da un pois all'altro. I bambini sono stati i primi a capire le potenzialità dello spazio finalmente restituito alle persone. Da allora è sempre stato così, ogni volta.

Dopo la colorazione, è arrivata la festa, la prima. La piazza gremita di gente che faceva qualunque cosa dove prima 25 auto stavano ferme il 90% del tempo. I bambini che si rotolavano sull'asfalto disegnando con i gessetti. I canti, i balli. La vita pubblica. E poi un anno dopo è arrivata una scuola. Quella di Spoleto Venini, dove un incrocio anonimo è diventato una piazza iconica nel giro di tre settimane, cambiando la prospettiva e abbattendo una barriera parapedonale.
Dopo una serie di progetti pilota, abbiamo organizzato il primo avviso pubblico Piazze aperte in ogni quartiere e l'incontro in Triennale, appena prima della pandemia, per presentare le 65 proposte ricevute per Piazze Aperte in ogni Quartiere. Abbiamo lavorato come matti, chiusi in casa, per poter dare una risposta adeguata a molte di quelle istanze, seppur perdendo parte dell'esperienza nel poterlo fare stando insieme.
La presentazione di Piazze aperte per ogni scuola
E poi arriviamo all'ultimo anno. L'annuncio del secondo avviso, Piazze aperte per ogni scuola, tre anni dopo il precedente, naturalmente dedicato alle strade e alle piazze scolastiche, che ha portato all'incontro di questa settimana a Base, dove alcune centinaia di persone che si sono date appuntamento alle 16 di un mercoledì, nonostante i tanti impegni, per poter presentare la propria idea su come migliorare la propria vita e quella dei loro figli. Presidi, cittadini, genitori, professionisti, volontari, rappresentanti del terzo settore. Persone, tante, tantissime persone, che come noi credono nel cambiamento di questa città.
Come spesso accade, le immagini non rendono giustizia all'atmosfera che abbiamo respirato, ma non importa, perché credo sia rimasta negli occhi (e non solo) di chi ha avuto modo di poter partecipare. Questo lungo post è per ringraziare tutti coloro - colleghi, proponenti, cittadini, volontari, tutti - che hanno reso possibile e aiutato a far crescere questa esperienza, questa politica, ormai lunga 5 anni. Dal punto di vista professionale, sicuramente la più bella che abbia avuto la fortuna di poter esperire.
Demetrio Scopelliti